"La felicità è reale solo quando condivisa."
C.J. McCandless - Into the Wild
"Non giudicare il tuo vicino finchè non avrai camminato per due lune nelle sue scarpe."
Proverbio dei nativi americani
"Ovunque proteggi la grazia del tuo cuore"
Vinicio Capossella
"Tutti dovremmo occuparci del futuro perchè là dobbiamo passare il resto della nostra vita."
Charles Franklin Kettering
"Non permettete alla lingua di oltrepassare il pensiero."
Anton Chekhov
"La vita è un gioco d'azzardo terribilmente rischioso. Fosse una scommessa, non l'accetteresti."
Tom Stoppard

ATTI & DOCUMENTI 8 - ATTENTI AL LUPO

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Presentazione
La parola come atto creativo
Giovanni Zanolin

State leggendo parole. Nella primo libro della Genesi si afferma che all’inizio era solo la Parola, cioè un qualcosa che, per mettere gli umani in grado di avvicinarsi alla sua comprensione, può essere paragonato ad un pensiero puro, un “Principio” ispiratore senza tempo e forma. Ma certo questo paragone è lontanissimo ed irriverente rispetto alla natura ed alla ragione stessa di quel fenomeno.

La Parola decise di cimentarsi con la materia, di creare cose inanimate e vita biologica. Ma le cose dovevano stare in relazione fra loro, non potevano stare in una condizione di caos senza intelligenza. Creare una relazione fra le cose significava riprodurre la Parola, il Pensiero puro, il Principio ispiratore che aveva deciso di creare quelle cose e quella vita. In una dimensione materiale, però, non esiste relazione senza tempo. Infatti le relazioni fra le cose e la vita si succedono. Prima di creare le cose e la vita, la Parola creò dunque il tempo e si trasformò in Verbo. Il processo che dall’antico ebraico al greco ed infine al latino ha condotto la Parola a diventare Verbo, è lo stesso che condusse il tempo ad essere creato prima delle cose e della vita.
Dentro una dimensione temporale iniziarono ad essere create le cose e la vita. Continuando nell’irriverente tentativo di adattare le nostre esperienze umane a quelle del Principio, probabilmente la creazione di una tale grandissima quantità di cose e forme di vita diede enorme piacere al Principio creativo. È scritto infatti che di questa varietà si compiacque. Ma proprio l’esistenza del tempo testimonia che quel Principio era unitario e che voleva le cose differenti ma collegate fra loro, in relazione fra loro, poiché la relazione fra loro testimoniava dell’esistenza del Principio stesso. Create le cose, il Principio ispiratore diede loro un nome ed in capo ad esse mise l’uomo e la donna.
Ben strano destino, per noi umani, sarebbe non utilizzare la parola, non importa se pronunciata o scritta, o anche solo pensata, perché la parola richiama in noi la creazione e l’ordine dato al tempo e alle cose. Si ricollega ad un atto creativo ed ordinativo. Ecco perché la parola, letta e scritta, ci fa superare le paure: perché richiama un ordine superiore ed un rapporto particolare fra il Principio e noi umani, unici a ricevere in dono la parola. La parola che ha ordinato il mondo ci è stata donata perché sia il principale mezzo di comunicazione e di relazione fra gli umani.
L’ordine umano è relazionale ed è basato sulla parola, sullo strumento comunicativo e perciò non può che richiamare l’ordine delle cose per le quali si era reso necessario ed il Principio che ce lo ha consegnato.
Confermare la relazione fra gli umani e l’ordine universale attraverso l’uso della parola, allude alla possibilità che le relazioni fra gli umani si attengano a criteri di pietà, equità, giustizia che sono tipici dell’ordine dato alle cose e alle relazioni dalla Parola. La lettura e la scrittura come esperienze di gruppo aumentano la capacità di farci superare le paure per quanto ci è ignoto e non comprensibile. Lettura e scrittura di parole ci richiamano non solo al Principio, ma ci inducono anche a conformarci a quei principi, poiché l’uso delle parole richiede intelligenza e questa non può che richiamarsi a quella primigenia, ispiratrice. La parola ha in sé un contenuto etico, noi dobbiamo lottare con noi stessi per svilirla e negarlo.
I gruppi che si dedicano alla lettura e alla scrittura così come l’iniziativa di Attenti al Lupo, possono superare con maggiore facilità anche le divisioni e le differenze fra gli umani e lo stigma che alcuni assumono osservando la vita di altri. Il processo che conduce le differenze a diventare divisioni non è infatti nell’ordine creativo di tutte le cose, che si attiene ad un principio unitario: la Parola.
Noi sappiamo di essere messi continuamente alla prova: sentiamo la necessità di ripristinare continuamente l’ordine creativo delle cose, perché noi umani tendiamo a comprometterlo.

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