"La felicità è reale solo quando condivisa."
C.J. McCandless - Into the Wild
"Non giudicare il tuo vicino finchè non avrai camminato per due lune nelle sue scarpe."
Proverbio dei nativi americani
"Ovunque proteggi la grazia del tuo cuore"
Vinicio Capossella
"Tutti dovremmo occuparci del futuro perchè là dobbiamo passare il resto della nostra vita."
Charles Franklin Kettering
"Non permettete alla lingua di oltrepassare il pensiero."
Anton Chekhov
"La vita è un gioco d'azzardo terribilmente rischioso. Fosse una scommessa, non l'accetteresti."
Tom Stoppard

BIBLIOTECA 01 - Uomo Ambiente Risorse

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Incipit
di Giorgio Zanin

L’Ippogrifo prosegue il suo volo. Com’è naturale, è giunto il tempo di un rinnovamento, di un colpo d’ala, insomma. Una nuova veste lo accompagna e con essa anche una nuova collana che inizia proprio con il numero che avete in mano. Mentre si apre la nuova rotta, la gratitudine va anzitutto a Mario Rigoni, che l’Ippogrifo ha sin qui sospinto, curando quella veste inconfondibile che tutti i lettori in questi anni hanno apprezzato.

Il benvenuto grato va anche a Patrizio De Mattio, Susy Vedovato e Gianluca Betto, che hanno assunto l’onere dell’aggiornamento, con la speranza di allargarne le fortune.

Uomo e ambiente, un rapporto che scuote la nostra identità in radice.
Partiamo anzitutto dal ripetere anche noi il quotidiano ritornello interminabile (sperando che termini per virtù e non per forza maggiore): il peso del consumo umano, dei paesi ricchi anzitutto, sulle risorse della terra è ormai insostenibile, sia dal punto di vista ambientale, sia dal punto di vista sociale ed etico; anche i consumi personali e familiari contribuiscono in modo determinante al drammatico degrado ambientale che sperimentiamo.
Questa consapevolezza è evidentemente interiorizzata a livello mentale, ma a quanto pare l’uomo del terzo millennio non ha ancora trovato la forza necessaria per una seria conversione. La pancia, come s’usa dire di questi tempi, non ragiona ancora di queste cose. Tanto per capirci con un esempio, né gli allarmi climatici degli scienziati con tanto di Nobel, né le catastrofi naturali ormai evidentemente cicliche, sono ancora stati in grado di sollevare l’attenzione aldilà del tempo loro dedicato dal servizio televisivo di turno. Tutti sono d’accordo, tutti sono sensibili, ma quando si tratta di registrare i cambiamenti d’atteggiamento, necessari e non più rinviabili, par di capire che poco o nulla si muova. La percezione personale, si sa, viaggia su altre rotte. Ciò che finisce per danneggiare altri, lontano nello spazio o nel tempo, non ha la forza di spaventarci, di commuoverci. E così, senza che le paure la facciano ancora da padrone come per altri temi scottanti, la politica stessa si dà licenza per cullarsi ancora un po’ nella bambagia dello sviluppo indefinito. Si dà la forza e la giustificazione persino per rimettere in agenda, quasi fuori dal tempo massimo concesso dalle riserve mondiali di uranio, una politica energetica fondata sul nucleare… Miopia evidente di un’umanità malata, che deve ancora rifare i conti con la riscoperta moderna di un senso del limite.

Entro questo quadro, come si colloca dunque questo volume? Non certo lungo una traiettoria che mira a spaventare. Semmai verso un aggiustamento della vista, per indirizzare lo sguardo. L’idea coltivata durante i lavori redazionali è stata quella di porre l’accento non tanto sulla crisi simultanea dei due soggetti scomposti, uomo e ambiente, quanto sulla fatica della loro relazione. La realtà sistemica, ecologica, si struttura infatti a partire dalla relazione. Causa-effetto, azioni e contro-azioni (con l’aggiunta per l’uomo del groviglio etico proprio delle responsabilità), stanno insomma dentro una logica che va ricostruita secondo un principio di equilibrio del bene comune: il bene dell’ambiente è il bene dell’uomo e viceversa.
Ecco perché, pensando alla rivisitazione dei nessi, scommettiamo anche noi sulla possibilità di far nascere un nuovo alfabeto che faciliti la comunicazione, bidirezionale, tra uomo e ambiente.

La prima sezione, scenari, prova a raccogliere alcuni spunti, ad interpretare i sintomi e le cause della crisi. Cammino di interpretazione che viene da lontano, come evidenzia il ripensamento delle lezioni di Calvino, Pasolini e Leopardi, a partire da un altrove, da un ambiente che si apre e si manifesta nella relazione con tutto l’uomo, luogo invisibile, semplice e infinito e perciò ancor più concreto proprio in termini relazionali; percorso segnato ormai dalla ricerca di regole a livello glocale, come ci ricorda da un lato il sub-comandante Marcos (in una speciale traduzione originale per l’Ippogrifo), dall’altro l’ipotesi regionale di normativa urbanistica, sino alla spinta storico-antropologica di costruzione e dissoluzione delle nostre valli montane. Percorso che anima movimenti anche nei contesti locali, fatti di comitati e di consapevolezze sulle nature alternative nascoste in ogni ipotesi di consumo del territorio, come nel caso di Aviano. Percorso che richiede di fare i conti con le zavorre ideologiche, sino al limite possibile di una riconciliazione fondata sulla restituzione.

La seconda sezione, esperienze e proposte, mira ad evidenziare, nei limiti dati, una traccia percorribile da tutti, nella direzione possibile qui e ora. Esempi di buone pratiche che stanno iscritte in un approccio ampio di relazione uomoambiente, che potremmo dire ispirate complessivamente da una cultura nonviolenta: dall’implicita spiritualità delle virtù verdi di Alex Langer alla democrazia cosmica francescana, passando attraverso l’esperienza antimanipolativa e di qualità promossa dalla Coldiretti, insieme alla cultura biologica delle generazioni passate, sino alle libere invenzioni di una cultura amicale e conviviale, fondata con le relazioni in e sulla campagna, seguendo l’opzione di luoghi e azioni come quelle proposte emblematicamente dallo scautismo, risorsa educativa sempre attuale, che ha da poco compiuto cent’anni.

La terza sezione, narrazioni, è un po’ la vera novità nell’impianto del numero, proprio perché nella narrazione si intuisce una trama vitale capace di cavalcare la complessità della relazione indagata. L’alfabeto della relazione uomo-ambiente si colora come un arcobaleno sulle corde dell’ironia e della metafora, piuttosto che dei ricordi e del realismo, attraverso gli scenari metropolitani alienanti o i deserti estremi della ricerca interiore, sino alle invenzioni di futuro chiamate a gran voce da chi ha l’età per farci commuovere prima e poi anche indignare…
L’appello composito a nuovi stili di vita raggiunge qui la sua spinta maggiore.
A ciascuno l’onere di una risposta.
Buona lettura.

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L'IPPOGRIFO - La terra vista della luna
Autorizzazione del Tribunale di Pordenone n. 637 del 19/06/2008
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